sabato 15 aprile 2017

Morta la tartaruga soccorsa a Pellestrina

Era in stato comatoso a causa di un grosso amo da pesca conficcato nell’esofago 
 
La tartaruga marina recuperata nei giorni scorsi in spiaggia a Pellestrina purtroppo è morta. Il rettile era in stato comatoso con un grosso amo da pesca conficcato dentro l’esofago. Il 2 aprile numerose telefonate erano arrivate al servizio dell’Oasi Wwf Dune degli Alberoni per segnalare la presenza di una tartaruga spiaggiata, ma ancora viva, con un lungo filo da pesca che sporgeva dalla bocca. In seguito è stata trasportata alla Stazione Idrobiologica di Chioggia che, precedentemente allertata dal Wwf, si era resa disponibile a ricevere l'animale per un primo soccorso e una degenza breve. Quindi è arrivata al veterinario della rete Wwf, Luciano Tarricone, per sottoporla a tutte le cure ulteriori a Rovigo.
Il medico ha poi constatato che la tartaruga versava in stato comatoso e, dopo aver accertato con una radiografia che vi era un amo di grosse dimensioni nell’esofago, e che il rettile non avrebbe potuto sopportare l’anestesia preliminare a un intervento chirurgico, ha tentato la somministrazione di fluidoterapia per farla riprendere, ma dopo poche ore l’esemplare è morto. A quanto pare la tartaruga era in coma da più di un giorno, e se fosse stata soccorsa prima l’esito sarebbe stato diverso.
«A tal proposito va ricordato che oltre al salvataggio, cura e raccolta dati, è fondamentale l'attività di sensibilizzazione, informazione e prevenzione che il Wwf fa da tempo nelle scuole e tra i pescatori», spiega Jacopo Capuzzo, delegato Wwf Venezia e Territorio per l'Oasi delle Dune degli Alberoni. «Nel triennio 2013-2015, nel contesto del progetto europeo NetCet, con capofila il Comune e partner il Wwf, sono stati fatti diversi incontri a Pellestrina e Chioggia proprio con i pescatori. L’Oasi degli Alberoni svolge assieme ad altri partner un servizio di pronto intervento tartarughe marine per il salvataggio e la cura degli esemplari sul litorale veneto e nelle lagune, dal Po di Goro fino alla foce del Tagliamento. E collabora con il Museo di storia naturale di Venezia per l'attuazione del protocollo di coordinamento sulle tartarughe
marine per l'ambito costiero della Regione».Sempre con il Comune e il Museo di storia naturale è alla firma un accordo di collaborazione, a titolo gratuito, per creare un punto di primo soccorso per le tartarughe marine al Centro Soggiorni Morosini del Lido.
Simone Bianchi