mercoledì 30 settembre 2015

Pellestrina, calcio e allegria per aiutare quelli dell’Anffas

L’Ac Pellestrina ha ospitato domenica la sesta edizione della Giornata della Solidarietà dedicata ai ragazzi disabili dell’Anffas di San Donà di Piave. Duecento persone tra ospiti, familiari e soci dell’Avis di Pellestrina hanno seguito la partita di calcio tra amatori dell’isola e la squadra dei giornalisti Tv Pressing, quindi i giovani ospiti sandonatesi hanno calciato i rigori conclusivi. Ne sono seguite le premiazioni e la lotteria. «Siamo riusciti tutti insieme a centrare anche quest’anno un unico obbiettivo: unire sport e solidarietà
per questi nostri amici speciali dell’Anffas di San Donà di Piave» commenta Alessandro Scarpa Marta, uno dei ptopmotori, «queste giornate ripagano e riempiono il cuore, e il ricavato della lotteria verrà devoluto alla stessa associazione che segue questi ragazzi 24 ore su 24.(s.b.)

lunedì 28 settembre 2015

Giornate ecologiche, liberati i murazzi dalle ramaglie

Si è svolta sabato mattina la seconda delle giornate ecologiche promosse dalle associazioni locali per ripulire i camminamenti dei murazzi. Nei primi due appuntamenti è già stato liberato quasi un chilometro di stradina da rovi, ramaglie ed erba alta che impedivano da mesi il passaggio alla gente e alle biciclette. Una iniziativa che ha visto numerosi residenti impegnati in prima persona nella pulizia della zona. Veritas ha fornito i materiali per la raccolta, e poi si occuperà di stoccaggio e smaltimento. A seguire l’iniziativa di sabato sono stati anche il presidente della Municipalità Danny Carella e il consigliere comunale Alessandro Scarpa “Marta” che l’ha promossa in prima persona. Da segnalare l’impegno nei lavori anche di famiglie con bambini, e la partecipazione di alcune persone disoccupate, che hanno cercato di rendersi utili anche in questo modo in un momento per loro difficile. Il progetto di
pulizia dei murazzi non si fermerà comunque dopo i due primi appuntamenti. Le associazioni isolane intendono proseguire, e organizzare altre giornate ecologiche per riuscire a rendere tutta l’area dei murazzi pienamente fruibile ai residenti e ai turisti che visitano Pellestrina. (s.b.)

venerdì 25 settembre 2015

Resta sub judice il risultato (3-0) di Pellestrina-Stra

In bilico il risultato di Pellestrina-Stra Riviera (Terza Categoria Venezia), finita 3-0 domenica scorsa. Il comitato Figc non ha omologato il risultato in quanto il giocatore Simone Vianello del Pellestrina non risulterebbe regolarmente tesserato. Ora tocca alla società dimostrare che il giocatore poteva essere schierato.
Queste, invece, le decisioni relative alla Seconda categoria: due giornate di squalifica a Filippo Signorin (Sindacale) e Luca Pellegrino (S.Erasmo), una giornata a Mattia Tomaello (Campocroce), Enrico Pelloia (Libertas Ceggia), Federico Busetto (Nuovo San Pietro) e Simone Zanella
(S.Erasmo). Ammenda di 70 euro al Lupia Maggiore Bojon per “responsabilità oggettiva della società avendo permesso al proprio massaggiatore, espulso, di entrare durante l'intervallonegli spogliatoi. Il massaggiatore Tiziano Ferrari è stato squalificato fino al 22 ottobre. (m.t.)

mercoledì 23 settembre 2015

Lettera firmata

Oggi per la seconda volta ho deciso di visitare Pellestrina, insieme alla mia ragazza, questa volta munito di due biciclette pieghevoli da poco acquistate. All'andata tutto perfetto (a parte il costo del biglietto a mio avviso un po' troppo caro, ma facciamocelo andare bene). Entriamo con le nostre bici chiuse (che per la cronaca non si piegano a metà stile "Graziella" ma diventano strette e lunghe in verticale (tipo un passeggino per capirsi) e poggiano sulle proprie ruote accoppiate. Riceviamo pure i complimenti da una ragazza trentina che certamente apprezza la nostra mobilità sostenibile e il fatto che le bici ingombravano pochissimo, tanto che seduti uno di fronte all'altro le potevano tenere tra di noi, senza occupare altri posti oltre ai nostri. Al ritorno invece ci scontriamo con un assurdo regolamento, di cui prendevo atto solo in quel momento: le bici pieghevoli contano come una bici normale (sia per il numero massimo di bici imbarcabili, sia per il fatto che devono pagare il supplemento), ma se sono contenute dentro una sacca allora magicamente non sono più biciclette, ma bagagli. Il tutto illustrato da un zelante e arrogante capitano, che, a seguito delle nostre richieste di spiegazioni su questa regola a mio avviso illogica, ci ha cacciati di bordo in malo modo. Quindi non solo ritengo questa regola insensata (sacca o no, peso e ingombro delle bici rimangono gli stessi), ma la fiscalità e l'arroganza con cui il capitano ha fatto applicare il regolamento li reputo un insulto al buon senso e all'intelligenza umana. Morale della favola abbiamo dovuto attendere due traghetti e perdere un'ora (e questo ci ha impedito di proseguire con altri impegni che avevamo programmato) e abbiamo dovuto pagare ulteriori due euro ai già 20 versati nelle casse dell'Actv. Inoltre da un traghetto all'altro, il numero di bici imbarcabili era passato inspiegabilmente da 11 a otto, e naturalmente non era permesso chiedere spiegazioni pena venire bollati come "disturbatori". Da veneto avevo preferito una meta turistica in Veneto, per favorire il turismo della mia regione, e da persona attenta all'ambiente ho deciso di acquistare due bici pieghevoli, per cercare di ridurre l'uso dell'auto e favorire spostamenti "ecocompatibili": entrambi gli intenti sono stati macchiati dall'assurdità di regole e dall'ottusità di persone. Pellestrina mai più. Mi chiedo se questo è il trattamento che viene riservato ai turisti, come facciano a sopravvivere gli esercizi commerciali, i ristoranti e le gelaterie di questa piccola isola. Ps: attendo spiegazioni da qualcuno dell'Actv sul perché una bici pieghevole dentro una sacca sia un bagaglio e senza sacca sia una bici normale (spiegazioni che ho chiesto al personale ma che non ho ricevuto, e non ho nemmeno trovato regolamenti affissi all'imbarco come invece loro sostenevano). Lettera firmata

giovedì 17 settembre 2015

I consigleri rinunciano al gettone

Via libera alla rinuncia del gettone di presenza per i consiglieri municipali di Lido e Pellestrina. Dagli uffici comunali del personale è arrivato il chiarimento molto atteso: in caso di rinuncia al gettone “lordo”, i consiglieri non saranno tenuti a pagarci lo stesso le tasse, ed ecco che i 14 rappresentanti di Partito democratico, Lega Nord, 2020 Venezia e la civica di Giacomo Baresi potranno poi scegliere per la rinuncia diretta al gettone e per destinare il compenso a progetti mirati. I quattro rappresentanti di Venezia Domani, Lista Brugnaro e Forza Italia per il momento proseguono su un’altra linea, seppur simile, che prevede di riscuotere il gettone per poi destinarlo singolarmente a progetti benefici alternativi. «Siamo soddisfatti per questo esito», commenta il capogruppo del Pd Enrico Fameli.
«Ora ci auguriamo che tutti fili liscio e non ci siano dei problemi, anche se le rassicurazioni degli uffici sono state chiare. Un ringraziamento va al personale degli uffici comunali e municipali che ha seguito questa vicenda, dimostrando sempre efficienza e cortesia. In settimana, forse già oggi, in riunione di capigruppo ne parleremo e decideremo i prossimi passi. Non resterà che gestire la somma accumulata dei gettoni tra riunioni di Consiglio e delle commissioni, e quindi scegliere le attività da supportare in maniera diretta». «L’importante è che il progetto vada avanti, perché si tratta di un segnale chiaro
e di impegno verso la cittadinanza», sottolinea Lucio Sambo dalla Lega Nord, il primo a rinunciare al gettone ancora due mandati fa. «Con Fameli abbiamo lavorato sodo a questo percorso e ora ne raccogliamo i frutti». Ogni gettone ha un valore che si aggira tra i 15 e i 20 euro. (s.b.)

lunedì 14 settembre 2015

Pulizie straordinarie lungo i murazzi grazie ai volontari

Alcune decine di residenti si sono radunati nel parcheggio del supermercato Coop di Pellestrina, per la prima delle tre giornate ecologiche autogestite nel mese di settembre. Si tratta di una iniziativa promossa dalle associazioni Pellestrina Turismo, Tra mare e laguna e da numerosi cittadini volonterosi per mettere mano al verde pubblico nella zona dei Murazzi, in particolare il camminamento dove in molti tratti non si riesce a passeggiare perché invaso da rovi, erba, ramaglie e sabbia portata dal vento.
«Visto che le competenze si rimpallano da un ente all’altro, ci stiamo muovendo con le nostre forze», spiega il consigliere comunale Alessandro Scarpa “Marta”.
«A questa giornata ecologica, alla quale comunque collabora Veritas per fornire sacchi, scope e bidoni, ne seguiranno altre. Quasi cinque ore di lavoro per lanciare un segnale e far fronte alle necessità dell’isola,
che sono anche quelle di poter camminare in sicurezza lungo i Murazzi». Fino alle 13 i volontari hanno lavorato divisi in due gruppi per spostare la sabbia dal murazzo alla spiaggia e sistemare il verde, rendendo di nuovo fruibile almeno una porzione di murazzo. (s.b.)

martedì 8 settembre 2015

Oasi di Ca’ Roman, distrutto gazebo

 
Il maltempo di sabato scorso ha lasciato il segno anche nella riserva naturale di Ca' Roman gestita dalla Lipu (in foto). La struttura in legno del centro di accoglienza è stata praticamente distrutta dal vento. (s.b.)

lunedì 7 settembre 2015

«Pellestrina allagata per un temporale, basta»

Sabato galleggiavano anche escrementi. Il consigliere Scarpa: chiederò l’intervento del sindaco 


  «La gente è stanca per i continui allagamenti. Chiederò l’intervento del sindaco ma sono pronto anche a rivolgermi alla Corte dei Conti». Il consigliere comunale delegato per le isole, Alessandro Scarpa “Marta”, manifesta così l’amarezza di decine di residenti dopo gli ennesimi allagamenti causati dal maltempo nel centro abitato di Pellestrina.
Sabato pomeriggio, attorno alle 18, una pioggia neppure troppo intensa ha creato subito i temuti disagi. A farne le spese sono stati il sestiere Scarpa e la zona di Carrizzada Brasiola. Ancora una volta non ha funzionato a dovere il sistema di pompe che dovrebbe garantire all’isola di non allagarsi, specie con il maltempo e con l’acqua alta.
Tutta colpa anche della rete di pompe che non è ancora stata completata a causa della mancanza di fondi, ed ecco che i disagi si moltiplicano: l’ultima volta solo una decina di giorni fa, con l’ultimo temporale prima di quello di ieri po- meriggio. Il risultato è stato che, attorno alle 18.30, l’acqua ha iniziato a salire in sestiere Scarpa, raggiungendo in alcuni punti anche i 10-15 centimetri, allagando strade, marciapiedi e appartamenti o magazzini al piano terra.
Non solo acqua piovana, ma purtroppo anche acqua fuoriuscita dai tombini, con tanto di escrementi che galleggiavano lungo la strada. Inevitabili le proteste dei residenti, costretti ora a fare i conti con i danni nelle case. «Non si può andare avanti in questa maniera», aggiunge Scarpa “Marta”, «la gente non ne può più. Questa benedetta rete di pompe per la salvaguardia dell’isola va completata una volte per tutte, e ne deve essere garantita una manutenzione costante e puntuale in caso di necessità».
Sabato sera le auto erano costrette a spostarsi a velocità ridottissima con 15 centimetri di acqua lungo la strada, mentre in parecchie case i residenti sono stati obbligati a usare secchi, spugne e stracci per raccogliere l’acqua che entrava dalle porte al piano terra.
Acqua piovana, certo, ma accompagnata dalle sgradite sorprese che possono fuoriuscire dai tombini, con tutto quel che ne consegue in termini di igiene pubblica.
«Sono alcuni anni che andiamo avanti in queste condizioni», conclude il consigliere comunale delegato per il isole. «Bisogna reperire i fondi per completare un progetto che doveva essere ultimato già da tempo, evitando situazioni come queste. Per molte famiglie ogni
volta che piove è un incubo che si ripete. Penso alle prossime settimane, quando arriverà l’autunno tra acque alte e piogge più intense: ci si potrebbe trovare in condizioni ancor peggiori. Non è più possibile andare avanti così, ne parlerò al più presto con Brugnaro». Simone Bianchi

sabato 5 settembre 2015

L’ora delle regine, tutte all’assalto di Luisella

È lei la campionessa da battere, nonostante lo stop di un anno fa. La sua nuova compagna di remo arriva da Pellestrina 

 Tutti contro Luisella. È ancora lei la campionessa da battere. Nonostante la battuta d’arresto del 2014, quando ha dovuto cedere il primo posto a Valentina Tosi e Debora Scarpa. Così Luisella Schiavon ha lasciato la sua compagna Giorgia Ragazzi, con cui era diventata nel 2013 «regina del remo» per everne vinte cinque consecutive, e ha stretto il nuovo sodalizio con Debora, pellestrinotta e appassionata di gatti, potente provina ed esperta di sfide in Canal Grande. Schiavon, recordwoman delle vittorie a un remo (14) stavolta contro Ragazzi.
Torna alle gare per il secondo anno, dopo una lunga assenza, la «regina del remo» Anna Mao. Nei primi anni Duemila aveva dominato le scene, anche lei regina del remo, vincendo otto Regate storiche consecutive. La coppia con Silvia Scaramuzza, la squerariola che ha cominciato a vogare quattro anni fa conquistando due secondi posti. Ma ci sono anche nuove outsider. Come la giovanissima Elena Almansi, figlia d’arte (di Marino, in gara con le caorline e di Anna Campagnari) e l’esperta Rossana Nardo. Per la gioia della qualificazione, con il secondo posto, si era lanciata in acqua.
Almeno quattro barche da primato , dunque. E altre da tener d’occhio, come le giovani buranelle Magda Tagliapietra e Erika Zane, Maika Busato e Romina Catanzaro.
Ci sarà per la prima volta in Regata Storica anche un’australiana. Mary Jane
Caporal vive da anni a Venezia e ha fondato un’associazione per insegnare a vogare alle donne. Sarà in campo con la veterana Luigina Davanzo. Altro nome foresto quello di Angelica Alban Villegas, ormai naturalizzata buranella, che vogherà con Francesca Costantini. Spettacolo assicurato

mercoledì 2 settembre 2015

La sorella: «Davino sei stato un esempio»

Lo hanno salutato ricordando la sua passione per il mare e la sua capacità di aver trasformato una piccola isola in una grande isola. Ieri, oltre 600 persone sono arrivate nella Chiesa di Ognissanti a Pellestrina per il funerale dell’imprenditore e maestro d’ascia Davino De Poli, mancato all’età di 81 anni. La messa è stata celebrata dal monsignor Damiano, parroco di Pellestrina, e dal frate padre Roberto , che gli è stato vicino nell’ultimo periodo. Una commovente lettera è stata letta dalla sorella Giannina a nome dei fratelli Lea, Gianni e Giancarlo e, nei ricordi, anche dei due già defunti Ardito e Liliana. Insieme a loro le famiglie delle figlie Eva e Chiara che hanno portato avanti la passione del padre. Eva nella Fondazione Bucintoro e Chiara in Olanda con tre società di navigazione. «Dicevi», ha letto la sorella, «che nella vita bisogna avere spirito di sacrificio, costanza e passione. Eri un vero esempio». Parole d’affetto sono giunte nel discorso del comandante Ferruccio Falconi: «Un grande marinaio», ha ricordato, «con ideali di venezianità. Aveva una spiccata manualità che ha messo al servizio della navi diventando un uomo di mare. Una mente globalizzatrice che apriva i cancelli a tutti e un grande esempio di coesione familiare, sabotato dal Comune per non avergli concesso di varare navi più grandi». Dissapori del passato. La presenza dell’assessore Paolo Romor in veste di prosindaco è stata un segno di riconoscimento da parte dell’amministrazione. Lo hanno anche ricordato l’amico Ledio e Paolo Mameli della Fondazione
Bucintoro. Mameli ha letto un pensiero del presidente Giorgio Paternò ricordando la partecipazione di De Poli alla realizzazione della storica imbarcazione: «Quando il Bucintoro sarà realizzato lo avvolgerà una brezza: sarà Davino che abbraccerà il suo sogno divenuto realtà». (v.m.)

martedì 1 settembre 2015

Oggi i funerali di Davino De Poli

Pellestrina in lutto: nella chiesa di Ognissanti l’addio all’imprenditore navale 

 Amato e detestato nella sua stessa isola, ha rilanciato negli anni Cinquanta il cantiere e con le sue scelte e quelle della figlia l’ha affossato nel 2010. Insomma, un imprenditore che ha raccolto consensi e plausi, ma che non è riuscito a concludere la sua carriera come avrebbe voluto: ha visto la sua azienda costretta a chiedere il concordato preventivo al Tribunale di Venezia e il cantiere dove avevano sudato il nonno, il padre e i fratelli passare di proprietà all’Actv. È morto all’ospedale di Mestre, dopo una breve e grave malattia, a 81 anni, Davino De Poli. I funerali saranno celebrati oggi nella chiesa di Ognissanti a Pellestrina alle 15: l’imprenditore verrà poi sepolto nel cimitero dell’isola.
Il cantiere era stato fondato dal nonno Davide alla fine dell’Ottocento: una famiglia di maestri d’ascia. Aveva proseguito a lavorare costruendo imbarcazioni di legno fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, ma un tracollo finanziario aveva messo in crisi l’azienda.
Davino era riuscito, assieme ai fratelli, a risollevarne le sorti puntando al ferro. Nel 1975, era arrivata la prima grande commessa, un ferry boat per l’azienda di navigazione comunale, poi i vaporetti e i motoscafi sempre per la società pubblica. E ancora, rimorchiatori per la Marina Militare. Nel 1985 il cantiere aveva un centinaio di dipendenti e erano cominciati i vari di chimichiere e gasiere. Così, avevano scelto di subappaltare molti lavori a ditte esterne, giungendo in alcuni momenti a dare lavoro a 500 persone, molte delle quali provenienti dai paese della ex Jugoslavia. Ma gli spazi erano limitati e spesso le prue delle navi in costruzione stavano a pochi centimetri dai tetti delle abitazioni vicine.
Oltre alla società di Pellestrina, nel frattempo, soprattutto grazie alla figlia, che infatti non abita più a Venezia, ma si è trasferita in Olanda, la famiglia De Poli aveva investito nelle compagnie di navigazioni, quelle per il trasporto di gas e di sostanze chimiche. Adesso sono ben tre le società con sede a Rotterdam che fanno capo a Chiara De Poli. Nel frattempo, il cantiere della famiglia stava rischiando il fallimento, nel 2010 ha messo tutti in cassa integrazione e, alla fine, grazie al concordato preventivo Davino è riuscito a salvare il buon nome della famiglia.
Il passivo era di 136 milioni di euro e con la vendita del cantiere (molti operai sono stati assunti dall’Actv) e con quella delle tre navi che stava costruendo è riuscito
a pagare una piccola parte dei suoi debiti. In tanti, però, sono rimasti a bocca asciutta e più di qualche artigiano è stato costretto a mandare via i dipendenti e addirittura a chiudere bottega a causa di quel credito mai incassato. (g.c.)

«Lui e la sua famiglia vanno ringraziati»

Ha lottato contro la malattia e ha voluto restare nella sua casa di Pellestrina fino all’ultimo, in quella isola dove tutto è cominciato e dove il cantiere che portava il suo nome è stato un riferimento per molti. Davino De Poli lo ricordano in tanti, in queste ore. «È sempre stato una forza motrice, peccato che il giusto riconoscimento arrivi solo dopo la morte», spiega un figlio a nome della famiglia. «I fatti raccontano quel che lui ha rappresentato a livello imprenditoriale e per l’isola, riuscendo a costruire in un fazzoletto di terra navi da 17 mila tonnellate, non solo vaporetti come qualcuno pensa. Nei momenti di difficoltà lo hanno spesso lasciato solo. Abbiamo perso un pilastro della nostra famiglia, ha avuto sempre una grande forza d’animo, capace di fare la differenza nonostante i colpi bassi subiti. Davino era un sognatore e per molte ragioni crediamo che abbia fatto bene a seguire questo istinto, riuscendo a rendersi un punto di riferimento per noi e per molti altri».
Il presidente della Municipalità di Lido e Pellestrina, Danny Carella, aggiunge: «Davino De Poli è stata una persona che ha fatto la storia di Pellestrina negli ultimi decenni, fino alla chiusura del cantiere navale. Sono umanamente molto dispiaciuto». Infine Alessandro Scarpa ‘Marta’, consigliere comunale delegato per le isole. «La morte di Davino De Poli è una grave perdita per la nostra isola», commenta. «Vanno ringraziati lui e la sua famiglia per quello che hanno dato non solo a livello personale, ma per tutto ciò che
il cantiere navale ha rappresentato per l’isola, con una ricaduta positiva che per decenni hanno ricevuto bar, ristoranti, chi affittava alloggi e soprattutto i residenti. Centinaia di pellestrinotti hanno lavorato alla De Poli, me compreso per 5 anni appena finiti gli studi». (s.b.)