mercoledì 27 settembre 2017

Tribunale degli sfratti, il caso Pellestrina

Da domani a sabato per la prima volta in città: verranno trattate le false locazioni turistiche 

 Ci sarà anche il caso delle false locazioni turistiche sull’isola di Pellestrina tra quelle su cui si esprimerà il Tribunale internazionale degli sfratti, che si riunirà per la sua sesta sessione, per la prima volta a Venezia, da domani a sabato, legando al turismo il problema dell’emergenza abitativa.

Esaminato in particolare il caso di un abitante dell’isola con compagna e due figli piccoli che lavora a Pellestrina ed è “costretto” a ricorrere all’affitto turistico per continuare a vivere qui. Una situazione già denunciata dalla segretaria dell’Unione inquilini Matelda Bottoni.

«Ci sono isole come Pellestrina» ha spiegato Bottoni «che sono ormai in mano solo alle affittanze turistiche. Non si trova più un alloggio disponibile per i residenti se non lo si ha già di proprietà. Ci sono pellestrinotti “costretti” a sottoscrivere contratti d’affitto transitorio - dovendo così lasciare l’alloggio ai turisti nei mesi estivi, più lucrosi - pur di avere un tetto sulla testa e continuare a vivere sull’isola. O addirittura contratti in nero. E non possono neanche rientrare nelle graduatorie per gli alloggi comunali, perché il Comune non li prende in considerazione sostenendo che hanno già un alloggio, sia pure con l’affitto transitorio. Una situazione incredibile».

Il Tribunale internazionale degli sfratti è un tribunale popolare e di opinione fondato nel 2011 dalla Alleanza internazionale degli abitanti con la collaborazione di organizzazioni della società civile nel quadro delle Giornate Mondiali Sfratti Zero per mettere praticamente e interattivamente sul banco degli imputati i responsabili degli sfratti forzosi in tutto il mondo. Il Tribunale si avvale dell’esperienza di una giuria internazionale competente e riconosciuta, oltre che sulla Convenzione Internazionale sui diritti economici sociali e culturali e altri strumenti della normativa internazionale per giudicare casi reali di sfratti forzosi che costituiscono violazioni dei diritti umani.

Prevista per domani dalle 14 alle 17 una visita ai luoghi veneziani di resistenza civile, che hanno resistito al deterioramento e all’abbandono. Quindi venerdì e sabato dalle 9, due sessioni pubbliche del Tribunale, accompagnate anche da dibattiti e filmati che si svolgeranno a Cannaregio in Sala San Leonardo. (e.t.)

Pista ciclabile a Pellestrina Cantiere sbloccato

Si sbloccano i lavori per il tratto di pista ciclabile che collegherà finalmente Portosecco al percorso già ultimato dal Comune nei mesi scorsi. In tutto 300 metri di sedime sull’argine lagunare di competenza del Provveditorato alle opere pubbliche, i cui lavori cominceranno entro alcune settimane.

Si ipotizza che per il completamento del raccordo siano sufficienti un paio di mesi, così da creare minor disagio possibile. Si andrà così a concludere un progetto che da anni fa discutere, che ha visto impegnata anche la Municipalità di Lido e Pellestrina nel corso degli ultimi due mandati.

«Sono personalmente soddisfatto per questo ulteriore passo avanti», ha detto il consigliere comunale delegato alle isole, Alessandro Scarpa Marta, «dopo anni di richieste e istanze da parte dei residenti, finalmente l’opera si sta completando. A breve si potrà raggiungere Pellestrina e San Pietro in Volta in totale sicurezza, evitando in bicicletta la pericolosa strada dei Murazzi. Ci auguriamo che al più presto venga trovata una soluzione anche al problema della illuminazione notturna, per rendere la pista più salvaguardata e sicura in tutto l’arco della giornata». (s.b.)

Sanità, appello dal Canada «Difendete il San Camillo»

La ricercatrice di Pellestrina Beatrice Ballarin e i suoi colleghi di Toronto  «Livello di ricerca altissimo, quel Centro non può essere ridimensionato» 

 Un appello dal Canada al sindaco Luigi Brugnaro per salvare il centro medico e di ricerca del San Camillo. È la richiesta lanciata dalla ricercatrice di Pellestrina Beatrice Ballarin, uno dei tanti cervelli italiani che ha dovuto lasciare il suo Paese pur di continuare a fare ricerca. Ballarin, impegnata in un dottorato di Medicina a Toronto e parte dell’équipe di venti persone diretta dal (premiatissimo) neurochirurgo Tymianski, ha visitato il Centro San Camillo e ha riportato ai colleghi canadesi il lavoro svolto dal gruppo coordinato dal dottore Andrea Turolla. Nonostante la lontananza, Venezia è rimasta nel suo cuore, ma non è per un motivo patriottico che la ricercatrice, 27 anni e pioniera di illuminanti studi sull’ischemia, ha raccontato in Canada quello che si svolge nel piccolo ospedale di “casa”.

«Il livello di ricerca è altissimo» ha raccontato Ballarin che lo scorso agosto, tornata a Pellestrina, ha colto l’occasione di visitare il centro e confrontarsi a lungo con i medici. Non appena il professore Antonio Strafella, neurologo e ricercatore presso il Toronto Western Hospital, ha saputo della situazione del San Camillo, i ricercatori hanno deciso per un appello internazionale. «Il centro è unico nel suo genere nel territorio» hanno scritto a Brugnaro, chiedendogli di intervenire «possiede macchinari all’avanguardia in diversi ambiti di ricerca e riabilitazione tra i quali ictus cerebrali, demenza senile, Alzheimer e disturbi motori. Inoltre possiede un’importante “banca di cervelli” , grazie alla solidarietà dei pazienti e degli abitanti della zona, che credono e investono nella ricerca a km zero». I due ricercatori auspicano affinché il centro medico non venga ridimensionato.

«Una chiusura» prosegue l’appello «ma anche soltanto un lento cambio di gestione, non attirerebbe l’investimento nella scienza e nella ricerca, né menti internazionali potrebbero svolgervi un periodo di studio o ricerca. Investire in questo centro non solo darebbe spazio all’alta formazione a livello internazionale, ma porterebbe conseguentemente ingenti entrate a livello economico». Il riferimento è alle più grosse compagnie farmaceutiche che, vedendo partecipazione e investimento da parte dell’amministrazione locale, sarebbero più interessate a investire. «Questo porterebbe ad ampliamenti, autosufficienza economica ed esponenziale prestigio per la bellissima città di Venezia, che, grazie anche al prestigio del servizio sanitario veneto, si rivelerebbe un faro per il sapere scientifico». La lettera si conclude con un riferimento ai giovani che sono costretti a emigrare per fare ricerca. Dal San Camillo ci si è detti onorati del fatto che i ricercatori canadesi abbiano lanciato questo un richiamo internazionale affinché la ricerca possa continuare.

domenica 24 settembre 2017

Motobattello rotto, ciclisti a piedi

Mezzo speciale fuori uso, disagi per chi doveva andare a Pellestrina

 Code e proteste all’imbarcadero Actv di piazza Vigo ieri mattina per la mancanza del secondo mezzo, utilizzato per caricare le biciclette dei passeggeri. Molti chioggiotti, e moltissimi turisti, ieri volevano approfittare della giornata di sole per raggiungere Pellestrina e girare l’isola in bicicletta. Nei weekend e nei festivi, da inizio estate, Actv ha messo a disposizione un motobattello attrezzato per il trasporto di biciclette da Chioggia a Pellestrina, e viceversa, con 12 corse giornaliere tenendo conto della richiesta crescente di questo tipo di servizio. Ieri però le cose sono andate diversamente.

«Pare che il mezzo di supporto», spiega Lorenza Vianello, una dei passeggeri che si è ritrovata a attendere all’imbarcadero «si sia rotto e non è stato possibile sostituirlo. Nel mezzo normale possono essere caricate solo dieci biciclette, nel motobattello anche una quarantina. Alcuni turisti hanno atteso anche due ore prima di riuscire a imbarcarsi con la bicicletta, altri hanno rinunciato. Un vero peccato perché è un servizio importante per il turismo di Chioggia e per far conoscere Pellestrina».

Gli stessi disagi si sono registrati anche in senso contrario ovviamente. Agli imbarcaderi di Chioggia e di Pellestrina gli utenti hanno protestato e chiesto spiegazioni. «Ovviamente il personale non ha nessuna colpa», spiega la signora Vianello, «quello che spiace è il disservizio che è stato offerto ai turisti, molti anche stranieri, che si erano organizzati per muoversi in bicicletta e hanno dovuto modificare i loro programmi». (e.b.a.)

mercoledì 20 settembre 2017

I rugbisti puliscono la riserva naturale di Ca’ Roman

Gli atleti della Ruggers Tarvisium hanno raccolto tonnellate di plastica e rifiuti non degradabili. Poi hanno festeggiato con un "terzo tempo" memorabile 

 Hanno ripulito la spiaggia dell’oasi Lipu, hanno partecipato a un terzo tempo coinvolgente, hanno dormito in tenda per allenarsi poi sulla spiaggia il giorno seguente. Questo l’intenso fine settimana dei trenta rugbisti trevigiani del Ruggers Tarvisium, che hanno dedicato un intero weekend alla Lipu veneziana e alla riserva naturale di Ca’ Roman. La squadra ha raggiunto Ca’ Roman sabato mattina, quindi gli atleti si sono rimboccati le maniche con i loro allenatori e hanno iniziato a recuperare ogni genere di rifiuto portato a riva dalle onde del mare. Plastica soprattutto, ma anche legname e oltre trenta boe, alcune del peso di 80 chilogrammi. Divisi per gruppi, i rugbisti hanno duellato tra loro e vinceva chi recuperava la maggior quantità di rifiuti per peso: alcuni quintali il “bottino” complessivo. Poi la giornata è proseguita con un terzo tempo coinvolgente nel quale, ai rugbisti, si è unito il coro medievale ospite in questi giorni al vicino Villaggio Marino, oltre ai volontari Lipu e a tanti residenti. Canzoni, birra pane e porchetta l’hanno fatta da padroni in amicizia. Il weekend si è concluso con un allenamento tra spiaggia e corsa sul murazzo nella mattinata di domenica. (s.b.)

Annalisa Rosada bronzo a Pechino

Medaglia di bronzo per la lidense Annalisa Rosada ai mondiali cinesi di Para-Archery. La portacolori degli Arcieri del Leon, insieme a Elisabetta Mijno delle Fiamme Azzurre e a Veronica Floreno della Dyamond Archery Palermo, si è imposta nella finale di Pechino per il terzo posto della prova a squadra di arco olimpico superando nella tornata di spareggio (5-4, 24-18) l'Iran. Una sfida tiratissima dopo la sconfitta (0-6) in semifinale contro la Russia. Costrette a inseguire le avversarie per tre giri di frecce, Annalisa Rosada e compagne hanno ristabilito la parità nella quarta e ultima tornata (51-48), dando poi scacco matto alle iraniane nella sequenza di spareggio. Nella prova individuale Annalisa Rosada ha terminato con il 14° punteggio le qualificazioni (572 punti), chiudendo al primo turno a eliminazione diretta eliminata (3-7) dalla turca Zehra Torun Ozbey. La spedizione azzurra a Pechino ha chiuso con due titoli iridati e due medaglie di bronzo, alla rassegna iridata hanno partecipato 246 atleti (16 italiani) in rappresentanza di 41 Paesi. (m.c.)

Domenica torneodi calcio amatoriale

Domenica, al campo da calcio di San Pietro in Volta, torneo di calcio amatoriale dell'amicizia e della solidarietà per l'Anffas. Parteciperanno Avis San Donà, Coop 3.0 Adriatica e Calcio San Pietro in Volta.

martedì 19 settembre 2017

Scacchi, si è spento Romano Bellucci

Lutto nel mondo degli scacchi veneziano: si è spento Romano Bellucci, (nella foto) tra i più noti appassionati lagunari del gioco, responsabile nazionale dell’archivio della Federazione scacchistica italiana. Aveva da poco compiuto 77 anni. Lascia la moglie Luciana, due figlie e un amatissimo nipotino. Professionalmente aveva lavorato per molti anni come bibliotecario al Cnr. Nel tempo libero pubblicava la rivista “Scacchi e scienze applicate” , riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale, di cui era editore e direttore. Spirito ironico, è stata a lungo una figura di riferimento nello scacchismo veneziano. Organizzatore per 35 anni del settimanale torneo lampo al circolo Salvioli, era l’anima da molti anni del torneo internazionale di scacchi di Pellestrina. I funerali si terranno oggi, alle 11, nella chiesa di Santa Maria Formosa.

lunedì 18 settembre 2017

Mondiali Para-Archery di Pechino, un bronzo per Annalisa Rosada di Pellestrina

L'arciera paralimpica veneziana ha conquistato il bronzo a squadre con Elisabetta Mijno e Veronica Floreno  


Nuova medaglia nella prova a squadre, insieme alle compagne di nazionale Elisabetta Mijno e Veronica Floreno. Il trio azzurro ha superato l’Iran (Delkhosh, Nemati, Rahimi Ghahderijani) in una finale molto combattuta e terminata 5-4 allo shoot off (parziali 43-45 49-48 47-49 51-48 24-18). Due volte in svantaggio nel conto dei set (0-2 e 2-4), le azzurre hanno pareggiato in entrambe le occasioni e poi dato il meglio nel momento decisivo.

domenica 17 settembre 2017

Actv, niente pensilina alle fermate

Il presidente Carella protesta per il mancato avvio dei cantieri a Pellestrina 

 Dovevano essere consegnate lunedì scorso, ma delle cinque pensiline per le nuove fermate dell’autobus di linea 11 non c'è traccia. Un progetto annunciato dal sindaco lo scorso anno durante uno dei tanti tavoli di consultazione con la cittadinanza, la cui fase definitiva è datata fine 2016 e quella esecutiva inizio 2017.

Stando al programma dovevano essere avviati i lavori nell’aprile scorso, con la consegna fissata proprio all’11 settembre scorso. Invece nulla, lungo Strada dei Murazzi la gente continua ad arrangiarsi come può e, anzi, le due uniche fermate in cui le persone sono costrette a restare a bordo strada nell’attesa, perché a segnalare la fermata ai piedi del montone del murazzo c’è solo un palo con cartello, neppure sono state prese in considerazione per i lavori.

Succede, infatti, in zona La Mara e a San Pietro in Volta. «Una assurdità», commenta il presidente della Municipalità, Danny Carella. «Su questa vicenda delle fermate, nel corso degli ultimi due anni, ho scritto diverse lettere al Comune e sono stati fatti anche due ordini del giorno dal consiglio municipale. Abbiamo cercato di spiegare le criticità, visto che le persone sono costrette a rimanere a bordo strada in una situazione di effettivo pericolo, specie con pioggia e scarsa visibilità, dato le auto passano a pochi centimetri da dove la gente dovrebbe salire sui mezzi di linea 11 diretti al Lido».

«Mi consta che il costo complessivo per le cinque fermate era di 300 mila euro circa, messi a bilancio», prosegue il presidente Danny Carella, «ma non abbiamo notizie del perché i lavori non siano partiti. Questioni di tempi o di scelte? Di fatto, faccio presente, stiamo ancora aspettando e facciamo un nuovo appello al Comune di Venezia affinché vengano previste tutte e sette le fermate del bus, senza escludere le due più a rischio per i passeggeri Actv».

Simone Bianchi